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pescecane Il pescecane
(dicembre '12)

Non so se sia vero, oppure una barzelletta, ma uno storico dell’arte molto colto e brillante mi ha raccontato questo episodio: l’acquirente del pescane in formalina di Hirst si è lamentato perché, dopo un po’ di tempo il pescecane si squamava.

Visto che l’aveva pagato 9.561.250 sterline (avete letto bene: nove milioni e rotti di sterline!) ha protestato col gallerista che gliel’aveva venduto. Il gallerista ha proposto di rivestire la povera bestia con polistirolo colorato come la pelle del pescecane. Ma i suoi consulenti chimici gliela avevano sconsigliato. Infatti, dopo poco tempo, anche il polistirolo si degradava.

La pensata è stata allora quella di prendere un’altro pescecane nuovo di zecca. Sono andati in Polinesia dove ne vivono esemplari più o meno delle misure di quelle dell’opera di Hirst. Ai pescatori hanno chiesto di prenderne uno, ma i pescatori erano titubanti. Pensando fosse una questione economica a rendere perplessi i pescatori, promisero: “Vi paghiamo”, dissero “ed anche tanto”. Ma i pescatori risposero: “Non è quello il problema. Il fatto è che domani non sapremo più se saremo ancora pescatori o saremo diventati artisti”.

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