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tallone A.B.O.
(novembre '12)

Sulla prima pagina de “Il Giornale dell’arte” (n.325) in edicola oggi, compare una rubrica intitolata “Il tallone di Achille” a firma A.B.O. Il noto critico d’arte sfoggia in questo spazio le sue notazioni ironiche e le sue “scoperte”.

Oggi afferma d’aver individuato una rivoluzionaria novità nel mondo dell’arte che realizzerebbe addirittura la profezia di Nietzsche sulla “vetrinizzazione del mondo” [sic].

L’avveramento profetico del filosofo è individuato da A.B.O. nel fatto che tutte le vetrine della Regent Street a Londra erano segnate dai “pois” dell’artista Yayoi Kusama. La stessa artista era presente in diverse sagome all’interno delle vetrine a garantire borse, scarpe ed altro.

A.B.O. emette gridolini d’ammirazione per la novità assoluta sostenendo così che Kusama mette in ombra le fiere dell’arte, ed ogni altra attività degli artisti di ogni genere, più o meno giovani. A.B.O. accompagna la sua rubrica con una sua foto in cui si mostra attraverso un fotomontaggio tra il suo viso ed un famoso autoritratto di Andy Warhol. Senza sapere, quindi, che quest’operazione delle opere in vetrina è vecchissima. Proprio i pop artisti americani l’avevano già fatta (Roy Lichtenstein, Andy Warhol ed altri) nelle vetrine di Bonwit Teller a New York nel 1961 assieme a borse, cappellini e vestiti.

Nulla di male: anch’io, come tanti nella storia, talvolta saccheggio le opere del passato. Ma quando lo faccio non grido stupito ed orgoglioso inneggiando alla mia acuta visione e non affermo l’assoluta mia originalità. Tantomeno scomodo i filosofi.

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