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The great wall of vaginaPene d'amore
(marzo '13)

L’altro giorno ero in compagnia di un mio amico che mi aveva chiesto di incontrarlo perché era giù di morale. Era stato piantato dalla sua fidanzata. E non era la prima: anche le tre ragazze precedenti l’avevano piantato in asso.

Era proprio inconsolabile. Le ho provate tutte: birra, vino, whisky, niente da fare. Lui continuava a ripetermi: “È inutile, le donne sono tutte uguali!”.

Ed io a cercare di spiegargli che prima o poi sarebbe spuntata una donna diversa da quelle di prima. Ma lui cocciuto, insisteva: “Le donne sono tutte uguali!”. Non sapevo più come consolarlo.

Poi mi è venuta un’idea: l’ho portato a vedere una mostra. Siamo così andati alla Triennale a Milano e, tra le altre, era esposta l’opera di Jamie McCartney. Il titolo era “The Great Wall of Vagina”.

Si tratta di quasi dieci metri di calchi in gesso di sessi femminili. Tutti diversi.

Il mio amico non ne voleva sapere di essere distratto dall’arte. Continuava a ripetere che le donne sono tutte uguali. Ho concluso: il mio amico non sta soffrendo per le pene d’amore. Il fatto è che non se ne intende di arte contemporanea...


 



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